Presentazione
Il
Convegno celebra la tradizione dei gruppi italiani che
da vent’anni si incontrano, e hanno contribuito in
modo significativo allo sviluppo del pensiero
psicoanalitico sull’adolescenza in Italia, facendo
definitivamente uscire la psicoanalisi dell’adolescenza
dalla condizione di “cenerentola” della psicoanalisi.
Si era partiti proprio da Roma, venti anni fa, con
l’impulso dato da Arnaldo Novelletto e dal nascente
gruppo dell’ARPAd che aveva proposto il tema del trauma
e delle sue vicissitudini nello sviluppo
dell’adolescente. L’appuntamento è dunque
storicamente importante e propone una riflessione sullo
'stato dell'arte' relativamente al binomio
adolescenza-psicoanalisi, con l’intenzione di
promuovere il dialogo fra visioni teoriche
differenti e affrontare le varie declinazioni delle
teorie e della teoria della tecnica nelle sue
evoluzioni. Non si tratta di affermare un pensiero
unico, una teoria “forte”; centrale diventa invece la
questione di come l’occuparsi dell’adolescente abbia
cambiato la psicoanalisi, sia nella teoria che nella
clinica. Si è trattato di una sorta di rivoluzione
silenziosa nel lavoro degli psicoanalisti che hanno
creativamente sviluppato pratiche che hanno
sostenuto lo sviluppo dell’adolescente e della
psicoanalisi dell’adolescenza. Già il titolo del
Convegno ha in sé l’idea che il pensiero psicoanalitico
possa ancora oggi rappresentare una chiave di
lettura dell’adolescenza contemporanea, uno strumento
principe per leggere l’adolescenza, in grado di
cogliere le diverse espressioni dell’adolescente e le
sue possibilità di essere accolto, ascoltato e
curato. La teoria della tecnica ci fornisce gli
strumenti per affrontare l’emergenza adolescente di
oggi, laddove per alcuni aspetti la psicoanalisi
dell’adolescenza è essa stessa di “emergenza”. Gli
adolescenti, infatti, ci hanno fatto capire che
tutto ciò che appare una rottura del setting, una
provocazione nella relazione terapeutica, riguarda
un bisogno, rappresenta un atto comunicativo che
richiede capacità di lettura e intervento specifico
nei confronti del funzionamento della mente
adolescente. Spetta proprio alla psicoanalisi
dell’adolescenza il compito di sostenere la capacità di
interrogarsi, da parte degli adolescenti, sul
funzionamento della propria mente, sui bisogni che
spingono all’acting e all’ impossibilità di
soggettivarsi in modo vitale e creativo. La domanda
che l’adolescente pone alla psicoanalisi, alla sua
pratica e al suo metodo deve, per poter essere
accolta, rimanere aperta e insatura. In questo
Convegno si è voluto dare ampio spazio alla discussione
fra i maggiori rappresentanti dei gruppi italiani e
il pubblico partecipante; per questo sono previste
relazioni plenarie e dibattiti approfonditi nei
simposi e si è rinunciato a qualche intervento in più a
favore di maggior tempo per il dibattito e il
confronto. Per citare solo alcuni degli argomenti:
Chi è oggi il terapeuta degli adolescenti? Quali
strumenti la psicoanalisi può offrire alle nuove
espressioni della patologia degli adolescenti? Quante e
quali forme di setting e cura sono utili oggi agli
adolescenti? La comunicazione digitale e internet sono
una risorsa o una nuova dipendenza? E le istituzioni
sono state in grado di modularsi sui bisogni emergenti?
I cosiddetti luoghi istituzionali e l’adolescenza
hanno trovato una sinergia curativa e creativa?
Giovanna Montinari
SCARICA MODULO DI PRENOTAZIONE ALBERGHIERA

SCARICA IL PROGRAMMA DEL
CONVEGNO
|